Una storia senza tempo, sospesa tra presente e passato sta alla base di “Father and Son”, il primo videogioco al mondo creato, prodotto e distribuito in modo gratuito da un museo, ovvero il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Secondo il direttore del museo, è un modo per legare al Museo il pubblico internazionale di tutto il mondo e di tutte le età, in una sperimentazione virtuale senza barriere.
Una splendida colonna sonora, creata dal musicista polacco Arkadiusz Reikowski, anima il gioco e cambia a seconda dello stato d’animo del protagonista e dell’epoca temporale. A colpire del videogioco sono gli spettacolari scenari interamente disegnati a mano. Il finale ovviamente non è stabilito, ma dipende dalle scelte del protagonista e quindi del giocatore. Il gioco, uscito a marzo 2017, è scaricabile gratuitamente su Apple Store e Google Play ed è disponibile in italiano, in inglese, in spagnolo, in francese, in portoghese, ma anche cinese, russo e napoletano.
Il Museo MANN, creatore del videogioco, avrà ovviamente un ruolo cruciale nella storia di “Father and Son” e ci sarà la possibilità di vedere le sue celebri opere, la sua architettura e sale. Lo scopo del gioco è far conoscere le bellezze del MANN e di Napoli a più persone possibili e consentire a tutto il mondo di interagire con i contenuti del museo, creando nuovi appassionati d’arte. Il MANN desidera aumentare la propria visibilità internazionale e creare nuovi pubblici, coinvolgendoli dal punto di vista emozionale nella realtà virtuale.
Father and Son il gioco i luoghi in cui è ambientato

“Father and Son” è un gioco narrativo 2D che indaga sentimenti come amore, paura e sogni, attraverso gli occhi di un giovane alla ricerca del padre archeologo mai conosciuto. Durante il viaggio, il ragazzo percorre diverse epoche storiche: dall’antico Egitto all’antica Roma, fino all’età borbonica a Napoli.
Il giocatore veste i panni di un giovane ragazzo di nome Micheal che giunge a Napoli in seguito a una lettera del padre, archeologo del Museo Archeologico di Napoli. Nello specifico il protagonista si reca al MANN, per scoprire di più del padre e sugli insegnamenti che gli voleva lasciare. Il giocatore potrà esplorare le strade della città partenopea, non solo le sale del museo, ma attraversando diverse epoche storie. Per esempio avrà modo di essere catapultato 24 ore prima della celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C. a Pompei per poi ritrovarsi nella Pompei moderna, una città romana da visitare nei panni di un turista che si scatta una foto.
I colori e la ricostruzione delle ambientazioni entusiasmano e sono estremamente accurate. Al giocatore sembrerà realmente di passeggiare per le sale del museo MANN e per le strade della città partenopea.
L’artista Sean Wenham, è l’autore della grafica del gioco “Father and Son”. Si deve a lui la ricostruzione grafica di chilometri di strade partenopee sulla base di centinaia di foto scattate a vie e palazzi storici in giro per la città.
Come location super dettagliate nel gioco compaiono oltre al MANN (sia interni che facciata esterna su strada), il famoso Teatro San Carlo di Napoli, la favolosa Piazza Plebiscito con il Palazzo Reale e la monumentale Chiesa, il Maschio Angioino, la celeberrima Via dei Tribunali (la più famosa del Centro Storico di Napoli per le pizzerie e lo streetfood tipico), la Chiesa di San Ferdinando di Napoli, Piazza Bellini (il cuore della vita notturna partenopea) con la famosa statua, e la chiesa di Santa Maria della Sapienza. “Father and Son”, per il suo successo, si rivela un’esperienza turistica ed emozionale senza precedenti.
Le ambientazioni sono bellissime, la musica sensazionale e l’emozione reale (come quando parte il countdown dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e tu corri ma ben presto capisci che non c’è nulla da fare).






