Sedie a sdraio distanti e barriere plastiche: le precauzioni coronavirus che si potranno vedere sulle spiagge italiane quest’estate

spiagge corona virus

Le spiagge d’Italia potrebbero sembrare molto diverse quest’estate, in quanto l’industria dei viaggi cerca di trovare modi per garantire che gli italiani possano ancora andare sulla costa nonostante l’epidemia di coronavirus.

Milioni di persone si dirigono verso le spiagge italiane ogni estate, e oltre un mese in Italia Covid-19 lockdown sempre più persone si chiedono se saranno in grado di fare lo stesso quest’anno.

“Andremo al mare quest’estate”, ha detto a Rai News durante il fine settimana la sottosegretaria alla cultura Lorenza Bonaccorsi. “Stiamo lavorando per renderlo possibile”.

Tra le opzioni prese in considerazione sono le regole per far rispettare il distanziamento sociale sulle spiagge, ha detto il funzionario del Ministero della Cultura.

Questo potrebbe assumere la forma di diffondere a noleggio sedie a sdraio e ombrelloni a diversi metri di distanza, un drastico cambiamento dalle solite scene sulle spiagge italiane ogni estate quando lo spazio può essere così stretto che è difficile mettere un asciugamano giù.

L’azienda italiana ha proposto una soluzione più radicale: barriere in plexiglass per separare i bagnanti.

Sedie a sdraio distanti e barriere plastiche: le precauzioni coronavirus che si potranno vedere sulle spiagge italiane quest'estate

Nuovo Neon Group 2, produttore di materie plastiche in Emilia Romagna, ha progettato un cubicolo in alluminio e plastica abbastanza grande per due sedie a sdraio che darebbero a ogni gruppo di vacanzieri circa 20 metri quadrati di spazio per se stessi.

“Abbiamo già ricevuto diverse richieste da operatori balneari e ristoranti”, ha detto il proprietario Claudio Ferrari a La Repubblica, aggiungendo che anche i divisori di plastica potrebbero farsi strada in caffè e ristoranti una volta che alla fine potranno riaprire.

Anche se tale soluzione potrebbe sembrare inverosimile, l’associazione italiana degli operatori balneari Federbalneari afferma che le precauzioni che il settore sta contemplando includono l’introduzione di un sistema obbligatorio di prenotazione delle sedie a sdraio per ridurre l’affollamento e l’assegnazione di fasce orarie per diverse fasce di età per aiutare a proteggere le persone a più alto rischio di infezione.

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Altre misure di sicurezza potrebbero includere la chiusura di tutti i parchi giochi sulla spiaggia, l’installazione di ulteriori strutture di lavaggio delle mani e persino la disinfezione della sabbia, ha detto il vicepresidente dell’associazione Mauro Della Valle a Il Quotidian Fattoo.

Un cambiamento che sembra certo è che le spiagge saranno più italiane quest’estate: l’Italia dovrebbe ricevere circa 25 milioni di visitatori in meno dall’estero tra luglio e settembre 2020.

Nel frattempo, con molti altri paesi sottoposti a blocchi simili, i residenti italiani rischiano di cancellare i propri viaggi all’estero.

Soggiornare localmente potrebbe essere l’opzione più sicura ( o solo ) degli italiani per una vacanza estiva quest’anno. Secondo un sondaggio condotto per l’associazione turistica italiana Confturismo, sette italiani su dieci pensano che la crisi sarà finita tra due o tre mesi – e quasi la metà dice che sarebbero stati pronti per andare in vacanza da qualche parte in Italia.

“Possiamo iniziare a pensare di pianificare le nostre vacanze con cautela, dal momento che non ci sarà un vaccino, ma speriamo di avere un trattamento e il virus sarà gestibile”, ha commentato la sottosegretaria italiana per la salute, Sandra .

“Pensare di essere bloccato a casa in una città soffocante in luglio e agosto è sufficiente per preoccupare chiunque.

Mentre le spiagge italiane rimangono rigorosamente sorvegliate secondo le attuali regole di quarantena, alcune regioni tra cui La Liguria, l’Emilia Romagna e l’Abruzzo hanno dato agli operatori il permesso di effettuare la manutenzione sulle loro strutture balneari per farli pronti per la riapertura nei prossimi mesi.

Come dice Della Valle dell’associazione degli operatori della spiaggia: “Non credo che si possa tenere gli italiani lontani dalla spiaggia nel mese di luglio”.

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Come dire sarà un’estate che di certo non dimenticheremo, ma per tanto e lungo tempo.

20 commenti su “Sedie a sdraio distanti e barriere plastiche: le precauzioni coronavirus che si potranno vedere sulle spiagge italiane quest’estate”

  1. Vivendo in un pese di mare, io vado alla spiaggia libera, mi chiedo a noi cosa metteranno o se non chiuderanno direttamente gli accesi alle spiagge non a pagamento.

  2. sinceramente capisco i balneatori vivono in questa stagione, ma alle condizioni attuali trovo che sia un rischio andare al mare e poi con le norme da rispettare sembra una prigione altro che relax

  3. Sinceramente io sono più da spiaggia libera..e quindi non saprei cosa aspettarmi quest’estate. Comunque non credo neanche di riuscire ad andare al mare se non per un weekend o poco più. Mi rifarò nel 2021

  4. C’è un’ansia totalmente inutile a fronte di un calore della sabbia ed una dispersione del mare che rendono impossibile la trasmissione del virus anche perchè sopratutto se continuiamo a vivere con quest’ansia non torneremo mai più a vivere normalmente.
    La cura esiste e funziona, la mortalità è scesa al 6%, a questa stregua dovremmo avere paura di qualsiasi cosa visto che tutto è pontenzialmente pericoloso e mortale.
    Detto ciò io mi metto nei panni di chi lavora nel settore e necessita aprire, ma basterebbero le distanze anche se con il governo che ci troviamo che non da linea guida diventa tutto più difficile -.-
    Io ho già disdetto, con le lacrime agli occhi, la mia vacanza all’estero, ma sicuramente non rinunciare a farle comunque seppur in Italia e probabilmente in montagna.

  5. Non so proprio cosa aspettarmi quest’estate, non so se le persone sarebbero disposte ad andare in spiaggia a queste condizioni. Io vivo in Sardegna e, come ben sapete, noi viviamo principalmente di questo. Chissà come andrà a finire

  6. Sembra fantascienza, surreale pensare ad un’estate così e a quelle future se questo virus non lo debelliamo prima, tutti i suggerimenti sono ben acceti ma questo dei pleaxiglass, anche no.

  7. Ma sinceramente sono non d’accordo, preferisco andare in montagna piuttosto che morire di caldo e chiusa in una box.

  8. il distanziamento è importante e se questo è l’unico modo per potere andare al mare in sicurezza, a me sta bene. Credo stiano pensando a tutto per il bene di tutti. Basta decidere se vietare l’accesso alle spiagge o sottoporci a questo.

  9. Sinceramente, da quando ho visto queste proposte per l’organizzazione della vita in spiaggia, ho abbandonato l’idea di vacanze al mare per quest’anno almeno. Spero ci siano delle soluzioni alternative, magari con prenotazione e distanziamento degli ombrelloni, come dici te, ma senza barriere fisiche. Per fortuna adoro anche le vacanze in montagna e lì dovremmo rimanere liberi…

  10. Per fortuna l’opzione del cubicolo in plexiglas non è stata presa in considerazione seriamente, perché è terribile, apprezzo la buona intenzione del produttore ma è davvero triste stare in spiaggia ingabbiati. Per quanto riguarda le distanze, giustissime per questa evenienza se ragionevoli, ma dovrebbero esserci sempre, i vicini talvolta sono fastidiosi se vuoi rilassarti.

  11. Sinceramente pensare a stare al mare sotto delle campane di plaxglass mi fa star male, immagino oslo il calore che si crea. Io per fortuna abito sul mare per non dire quasi in spiaggia quindi per me il problema non si pone ma per chi deve andare in vacanza penso che tutto questo è troppo. Ok alla distanza ma non a creare mostruose architetture in spiaggia

  12. L’altra sera sentivo dei dj radiofonici parlare un po’ a ruota libera sul discorso vacanze al mare di quest’estate, e scherzavano sul fatto che potrebbe essere la volta buona che ci libereremo dei racchettoni in spiaggia… ma scherzi a parte, la situazione è davvero complicata. Il mio compagno ha lavorato per un bel po’ nel turismo, e molti suoi conoscenti lavorano ancora per dei grandi tour operator del Veneto. Inutile dire che la vedono male, altro che barriere di plexiglass e ingressi contingentati. Speriamo…

  13. Secondo me parlare di come saranno le spiagge senza un decreto a stabilire le regole, al momento è inutile. Sono solo congetture che rischiano solo di creare più confusione.

  14. Sono comunque previste un sacco di limitazioni per la spiaggia soprattutto per chi ha i bambini come me, quest’anno ne faremo a meno…si va in altri posti.

  15. Sono di Senigallia, località balneare nota, qui si respira grande preccupazione ma allo stesso tempo stanno cercando soluzioni per portare avanti la stagione. Io personalmente vado in montagna ma sono comunque in pensiero perche si tende da parte degli amministratori locali a chiudere e proibire piuttosto che cercare soluzioni per permettere a atutti di godere del territorio.

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