I 2023 ristoranti stellati Michelin a Firenze
Con la nuova edizione della Guida Michelin 2023, con i migliori ristoranti stellati a Firenze, l’Enoteca Pinchiorri di Firenze vede confermate le sue tre stelle e il Santa Elisabetta (guidato dallo chef Rocco de Santis) le sue due.
La new entry a 1 stella a Firenze è Chic Nonna di Vito Mollica, che molti in città hanno conosciuto durante il suo precedente lavoro al Palagio del Four Seasons Florence. Una stella è stata confermata anche per la Gucci Osteria di Massimo Bottura, che ospita la coppia (nella vita e in cucina) Karime Lopez e Takahiko Kondo. Purtroppo, nel passaggio al 2023 un ristorante fiorentino ha perso il premio guadagnato lo scorso anno: stiamo parlando della Leggenda dei Frati. Detto questo, sono 35 i ristoranti toscani che hanno ottenuto le stelle Michelin 2023.
Firenze: il capoluogo della Toscana e della cucina toscana. Questo elenco dei migliori ristoranti stellati a Firenze è una risorsa indispensabile per trovare tutti i migliori ristoranti gourmet.
Ecco l’elenco dei sei ristoranti stellati di Firenze:
Il ristorante stellato a Firenze Enoteca Pinchiorri

Questo ristorante tre stelle Michelin si trova solo a Firenze ed è uno dei sei in Italia. Un sommelier d’élite vi guiderà attraverso la carta dei vini che rappresenta la fine di tutte le carte dei vini, con oltre duecento tipi di vino tra cui scegliere e le migliori annate e marche. Molti dei piatti tipici dei ristoranti sono rivisitazioni creative e deliziose di antichi piatti toscani.
Per rendere ancora più speciale il vostro soggiorno a Firenze, completate la vostra cena con 3 stelle Michelin con un soggiorno nel classico hotel di lusso Relais Santa Croce, situato nel cuore della città, vicino alla Basilica di Santa Croce.
RISTORANTE SANTA ELISABETTA

Tra le strette vie medievali del centro storico di Firenze si erge un’antica torre. Ai tempi degli antichi Romani al suo posto c’era un calidarium, cioè una struttura termale, l’unica che si conosca da questa parte della città. Secoli dopo, i Bizantini costruirono la torre che poi, durante il Medioevo, divenne un carcere femminile, dove le detenute dormivano su letti di paglia, dando all’edificio il nome di “Torre della Pagliazza”. Oggi, restaurata, la torre è utilizzata per scopi certamente più piacevoli. È infatti diventata un ristorante di lusso, che tutta Firenze dovrebbe scoprire: il ristorante Santa Elisabetta.
Con soli sette tavoli, questo ristorante promette un’esperienza culinaria davvero unica nel panorama della ristorazione fiorentina. Innanzitutto per la sua splendida location: una piccola sala circolare con pareti in pietra, decorata, oltre che dai tavoli, da pochi mobili e da specchi e quadri, che si affaccia sulla piazza antistante la torre. Il ristorante fa parte dell’elegante Hotel Brunelleschi e ne condivide gli elevati standard di servizio ed eleganza. Mangiando qui vi sentirete davvero parte di un’esperienza rara, riservata solo a pochi fortunati.
Il numero ristretto di posti a sedere non solo migliora la permanenza al ristorante, facendo evitare situazioni di rumore e sovraffollamento, ma permette al team del Santa Elisabetta, e in primis allo chef Rocco de Santis, di trattare ogni piatto come se fosse un gioiello, con tutta l’attenzione artigianale ai dettagli necessaria per regalare agli ospiti quell’estasi che è ricercata da chi vuole sperimentare il meglio dell’enogastronomia fiorentina.
ARNOLFO **

Situato a circa un’ora da Firenze, nella pittoresca cittadina collinare toscana di Col di Val D’Elsa, questo ristorante 2 stelle Michelin è il modo perfetto per concludere la giornata visitando le famose città vicine di Siena, Monteriggioni e San Gimignano. Questo ristorante è anche specializzato in aggiornamenti dei piatti tipici toscani, combinando la presentazione artistica e le salse interessanti della cucina moderna con i piatti tipici della zona.
LA BOTTEGA DEL BUON CAFFÈ *

I menu stagionali di questo entusiasmante ristorante stellato Michelin non solo riflettono l’unicità della gastronomia fiorentina, ma offrono ai buongustai la possibilità di assaggiare un pezzo di regione in ognuno dei suoi succulenti piatti, grazie all’utilizzo di prodotti coltivati nei propri orti. Un’esperienza eccezionale per chiunque desideri assaggiare l’autentica cucina italiana.
IL PALAGIO *

Amato dagli abitanti del luogo e dai visitatori, questo ristorante recentemente insignito di una stella Michelin vi permetterà di sperimentare le vette astronomiche della cucina italiana come mai prima d’ora. Con uno scenografico soffitto a volta e un’incantevole terrazza all’aperto, potrete gustare le gustose portate in grande stile.
BORGO SAN JACOPO *

Questo ristorante gourmet garantisce un mix unico di tradizione, innovazione ed eleganza creato da uno dei principali chef italiani. Assaporate le carni e i formaggi della tradizione toscana, il pesce e le verdure più fresche e scegliete dalla carta dei vini che comprende oltre 500 etichette.
Per coniugare la tradizione con il lusso, soggiornate nel romantico hotel 5 stelle Savoia, situato in posizione ideale in Piazza della Repubblica.
Chic Nonna di Vito Mollica

La discrezione regna nel cortile di Cosimo I de’ Medici, dove si pranza tutto il giorno al Salotto Portinari Bar & Bistrot, dove uno Chic Negroni (18 euro) stuzzica l’appetito: gin al rooibos, Campari e vermouth rosso infuso al cioccolato, servito con un cubetto di ghiaccio sovradimensionato con impresso il logo del palazzo. Mentre andiamo a cena da Chic Nonna, facciamo capolino nella sala da pranzo privata Sala Beatrice. Arredata con una parete di seta dorata e specchi, un lampadario celeste in ottone e vetro di Murano e un soffitto a volta, il tavolo dai bordi arrotondati può ospitare fino a 18 persone.
Il bar adiacente è un locale più umorale e più movimentato: bottiglie retroilluminate e bancone laccato nero. Superando il muro d’acqua, che sembra un po’ fuori tema per l’ingresso di un ristorante, e facendo un salto all’aperto grazie alla disposizione secolare, la sala da pranzo è splendida a prima vista e migliora solo con gli sguardi. Restiamo seduti in silenzio per qualche minuto, osservando ciò che ci circonda: il soffitto a vetri colorati reca simboli di prosperità (il palazzo ospitava la Banca Toscana); l’intricato pavimento a mosaico è protetto da un piano in vetro; gli affreschi cinquecenteschi di Alessandro Allori suscitano meraviglia; le nicchie sono popolate da opere d’arte contemporanea.
Il cibo viene dimenticato mentre la storia ci nutre, anche se la situazione cambia rapidamente quando il maître presenta il menu dai toni gioiello e impresso in oro, che si abbina alle sedute color smeraldo, ricordando l’atmosfera Art Déco del The Ivy di Londra.






