Popolo fiero e custode di paesaggi modellati dall’uomo e delle antiche tradizioni locali, Longiarù e i suoi borghi sono l’emblema di una Val Badia unica e senza tempo.
Val Badia si estende proprio nel cuore dell’Alto Adige, tra Val Badia e Val Gardena tra grandi distese di prati e boschi di conifere, intorno agli antichi masi centenari e nelle stradine arroccate su un monte troviamo Longiarù, qui si può ancora respirare l’aria delle Dolomiti di una volta.
Certamente, non proprio quelle del Triassico, per cui Longiarù è più conosciuta tra i geologi con suo antico nome tedesco Campill, usato per indicare una specifica stratificazione, il Membro di Campill.
Si possono ancora vedere i sedimenti lasciati dal mare che da quei fondali marini si è ritirato milioni di anni fa, i quarzi brillanti e il rosso delle siltiti, ma le tracce dei dinosauri e dei coccodrilli, o le impronte fossili delle stelle marine, sono ormai tutte in vari musei di geologi nel mondo.
Intatti sono rimasti per secoli i borghi montani delle valla costellato dalle cosiddette vilès, che nella Valle di Longiarù si visitano in varie sfaccettature giustamente apprezzati e studiati: Lagoscel, Vi, Grones, per non parlare di Seres, a 1560 metri, e Misci, a quota 1.621. Insieme costituiscono le mete irrinunciabili del gitante etnologico, amnte della civiltà ladina.
Nessun albergo-monstre qui, nessuna struttura turistica da Tirolo disneyano, qui c’è la calorosità familiare tipica dei ladini, che assicura un rapporto speciale tra abitanti e viaggiatori.
Antichi Mulini ad acqua e masi centenari
Le viles sono state costruite dall’uomo sui pendii assolati della valle, a partire da un millennio fa, in genere dopo aver disboscato e dissodato terreni per coltivare il terreno. L’abbondanza d’acqua ha contribuito alla scelta dei luoghi. come si vede a Cialdires e a Lagac: due aree con sorgenti così poetiche da essere poste sotto tutela paesaggistica.
La varietà di mulini nella piccola valle laterale del Rio Seres, che si apre dopo Vi, testimonia quanto in questa zona l’agricoltura fosse improntata sui cereali, ancora oggi molto importante e impreziosita da una straordinaria varietà floreale.
Le viles ruotano intorno alle tradizionali case contadine, con le Stube per il fuoco a legna al pianterreno, un muratura, sul quale in genere si alza un altro aggettante in legno che conferisce all’insieme la tipica forma a fungo. Vicino in ciascuna abitazione vi sono i fabbricati rurali. Almeno tre masi sono collegati tra di loro da passaggi e cortili interni, e generalmente hanno in condivisione alcuni servizi, per esempio la fontana, il forno e i grandi essiccatoi. L’intero sistema agricolo montano di queste zone, si regge su basi comunitarie.
La vera vita del popolo ladino nelle montagne delle Dolomiti
Così, grazie a borghi di case, alla Valle di Seres e a un altro pugno di mulini storici perfettamente conservati, questa piccola valle, che da San Martino in Badia si spinge fino all’ingresso nordorientale dello splendido Parco Naturale Puez-Odle è considerata proverbialmente “caratteristica”.
Il giornalista e saggiste Franco De Battaglia sostiene che il paesaggio e i segni della cultura ladina costituiscono la vera essenza delle valli dolomitiche. Fino a oggi a Longiarù si è piegata pochissimo alla conquista turistica e per questo si è meritata l’appellattivo di “Villaggio degli alpinisti” in un progetto guidato dal Club Apino Austrriaco per individuare i luoghi più ecologici e meglio conservati nelle Alpi.
Questo non si deve soltanto alla vicinanza del parco naturale, con i suoi 10.000 ettari di paesaggi aplini incontaminati, ma soprattutto all’orgoglio ladino degli abitanti di questa zona che parlano una lingua autonoma nata dall’incontro fra il latino dell’impero romano e le parlate locali dei popoli alpini dell’antica Rezia. Per ripercorrere storia e tradizioni si può visitare il a San Martino in Badia, allestito in una fortezza del ‘200
Vasti prati in fiore e camosci in valle

Il visitatore che sceglie di esplorare questa valle nscosta è ovviamente prima di tutto, un amante della natura, Sotto splendide montagne, tra cui svetta la mole del vicino Sass de Putia, si possono attravesare prati da pascolo tra i più belli al mondo e ammirare i fiori e la vegetazione.
Per chi vuole scarpinare, nella parte alta e più selvaggia della valle , verso Antersas, si incontrano anche i camosci considerati ormai una rarità . Ma bastano anche pochi passi dal paese, oltre all’ultimo parcheggio di Vi, impreziosito da curiose sculture lignee, per sentirsi già in un altra dimensione. Davvero altra se si pensa che pochi metri sopra c’è il Passo Juel che da una parte, lungo una strada sterrata conduce verso la Val Badia e dall’altra, con un sentiero dentro al bosco dell’Ega, il Vallone d’Artesass, il Rifugio Puez e la Vallunga, fino alla Val Gardena.
Dove Dormire in Val Badia
Les Dolomites Mountain Lodges
Nuovissima struttura con 12 appartamenti di charme alpino post-moderno: per chi vuole vivere la tradizione senza rinunciare alle comodità Aperto dal 10/6
Longiarù (BZ) Strada Vi-Laguscel 9-10 Les-dolomites.it Perzzo per appartamento per 2 persone da 100 € con colazione
Chalet Mornà San Martino in Badia
Complesso storico in centro paese, che ospitava il mugnaio (al morna in ladino) ristrutturato con stile e passione in chalet per pochi ospiti, coccolati di tutto punto.
Longiarù (BZ) Strada Pecei 8 Chaletmorna.it Prezzi: chalet per 2 persone da 138 € con colazione (minimo 3 notti)
Berghotle Sanvi San Martino in Badia
Piccolo hotel dell’ospitalità, inaugurato da poche stagioni, tutto molto accurato e ben amalgamato al contesto ladino tradizionale Le 120 camere sono divise in tre categorie: “Profumo dei Prati”, “Vista Montagna” e “Aria delle Dolomiti” (deluxe)
Longiarù (BZ) Strada Santa Lizla 160 Berghotelsanvi.it Prezzi da 138 € con mezza pensione (min. 3 notti).
Dove mangiare in Val Badia
Agriturismo Lunch de Vanc
Ladino, Canederli, minestra d’orzo, tutres, crafuns mori, stinco e tutte le specialità ladine a Tavola. In più speck di formaggi fatti in casa dalla famiglia Clara per le merende saporite. Anche appartamenti e camere (doppia da 110 € con mezza pensione). Longiarù Strada Seres-Misci 22 Prezzo medio 25 €
Utia Vaciara
In quota per rinfocillarsi gustosamente in baita, a 2130 metri sotto il Sass de Putia: chi non vuole fare troppa strada a piedi può parcheggiare al Passo delle Erbe Longiarù (BZ) Miri 45 Prezzo Medio: pranzo o merenda a 20 €
Ristorante Pizzeria Fornata
Panoramico questo locale con una terrazza affacciata sulle Odle è un punto di riferimento per tutta la valle . Assolutamente da provare le pizze più “local”, per esempio quello con i finferli. Serve anche piatti da ristorante: Longiarù (BZ) Strada Santa Lizia 119 Pizzeria-fornata.it Prezzo medio 15 €
Indirizzi utili per turisti
Museum Ladin Ciastel de Tor
San Martino di Badia (BZ) Strada Tor 65 Tel 0474524020 Museumladin.it Orario mar-sab: 10-15 ; Dom. 14-18; luglio-agosto lun-sab. 10-18; dom 14-18; Ingresso 8 € (con Museum Ladin Unsus Ladricus)
Associazione turistica San Martino in Badia
San Martino in Badia (BZ) Strada Tor 18/c Tel 0474523175; sanvigilo.com
Cosa fare A San Marino in Badia e Longiarù.
Acquistare un’opera d’arte in legno, riempire la sporta di prodotti genuini, fare termalismo al maso.
Scultura con scalpello e motosega Hubert Pezzei
(strada Santa Lizia 8 Tel 3395041083: woodartcreation.it ) è un bravo intagliatore di legno, formatosi alla scuola di intaglio in Valle Aurina e attivo a Longiarù dal 1990. Lavora (anche su commissione) a opere di varie dimensioni; con lo scalpello con le decorazioni e con la motosega ritaglia figure anche da tronchi giganteschi.
Dall’orto al negozio
Il negozietto di casa dell’Agriturismo La fiù, tra Longiarù e San Martino in Badia La delizie di Lucia (via bloch 36 tel 0474590036. la-flu.it) vende verdure, erbe aromatiche e sale aromatizzato, sciroppi, infusi, marmellate e altri prodotti locali, molti dei quali provenienti direttamente dall’orto o fatti in casa dalla famiglia Sorà.
Bagni d’acuqa minerale dal 1820
Ospitati in un maso tradizionale, i Bagni Valdander (famiglia Planatscher, Antemoia Tel 0474520005: valdander.com) sono dal 1820 uno dei più antichi e originali “centri benessere” delle Alpi. Immersi in una vasca di legno di cembro, si godono le proprietà tonificanti e terapeutiche dell’acqua minerale calda che sgorga dalla grotta.






