La meravigliosa Costa dei Trabocchi

A colpire è già il nome: Costa dei Trabocchi. Chiunque abbia avuto il piacere di visitare l’affascinante Abruzzo e il suo meraviglioso litorale, sicuramente sarà rimasto colpito dai “trabocchi”. Ma cosa sono esattamente? Qual è la loro origine? Perché fare la pena visitare questo tratto di costa italiana? Scopriamolo insieme.

Foto di Fabio Grandis da Pixabay

Cosa sono i trabocchi?

L’etimologia del termine è forse latina, deriva da trabs che significa legno o probabilmente deriva dal dialetto locale “travocche”.

La meravigliosa Costa dei Trabocchi

I trabocchi appaiono come affascinanti ed insoliti giganti che emergono magicamente tra le acque del mare. Non sappiamo molto circa le loro origini, ma sono loro a rendere questo luogo così fantastico e suggestivo agli occhi dei viaggiatori.

La Costa dei Trabocchi è un tratto di mare del Medio Adriatico compreso tra Vasto e Ortona. Questo luogo magico e incantato ispira da sempre artisti e curiosi. Non  a caso il grande poeta italiano Gabriele D’Annunzio ne rimase profondamente colpito tanto da acquistare qui, a San Vito Chietino, una casetta di pescatori facendolo diventare uno dei suoi nidi d’amore. Sono i trabocchi a fare da sfondo anche alla storia narrata nella sua famosa opera “Il trionfo della morte”. D’Annunzio li definisce “ragni colossali che sembrano vivere di vita propria”.

Ma cosa sono esattamente i trabocchi? Qual è la loro origine? Si tratta di macchine da pesca su palafitte e la loro invenzione viene attribuita ai Fenici, anche se non abbiamo fonti storiche certe ed alcuni studiosi pensano siano persino di epoca precedente.

La meravigliosa Costa dei Trabocchi
Foto di Fabio Grandis da Pixabay

Il primo a parlarne fu nel 1200 Padre Stefano Tiraboschi dell’Ordine Celestiniano che in un suo manoscritto parla del bellissimo mare che ammirava da bambino punteggiato da trabocchi posti come vedette sul confine tra terra e mare. Pare che i trabocchi abruzzesi siano state costruiti verso la metà del ‘600 da famiglie di origine ebraica provenienti dalla Francia. Ciò che è certo è che sono strutture molto antiche e molto particolari, dotate di un fascino magnetico e aventi una funzione precisa: la pesca. Nel dopoguerra furono progressivamente abbandonati e solo in epoca recente sono stati riscoperti e valorizzati come bene culturale da tutelare per i posteri.

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Costa dei trabocchi cosa fare

La costa dei trabocchi è senz’altro un luogo ideale per chi ama il relax e la natura. Alcuni trabocchi sono stati restaurati e riportati all’antico splendore, altri trabocchi oggi sono ristoranti dove è possibile cenare e gustare piatti tipici locali ammirando il tramonto sul mare, in dolce compagnia possibilmente. Queste strutture millenarie hanno una lunga storia da raccontare, anche se non sono ancora note al turismo di massa. Inoltre le spiagge di questo tratto di costa sono tra le più belle e magiche d’Italia.

La meravigliosa Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi è il luogo ideale per chi desidera una vacanza a stretto contatto con la natura. Qui la vegetazione è rigogliosa, c’è la Riserva Naturale di Punta Aderci, ma anche la Lecceta di Torino di Sangro. E che che dire della meravigliosa spiaggia di Punta Penna?

La Costa dei Trabocchi è anche il luogo ideale per il turismo a due ruote. Quindi zaino in spalla, borraccia d’acqua e mountain bike: si parte alla volta del litorale dell’Abruzzo, alla scoperta dei trabocchi!

E che che dire della meravigliosa spiaggia di Punta Penna? Continua a leggere!

Costa dei Trabocchi: Spiaggia di Punta Penna

La spiaggia di Punta Penna è una distesa libera e “selvaggia”, ricca di dune, con un mare trasparente di rara bellezza ideale per grandi e piccini.

La meravigliosa Costa dei Trabocchi

Il luogo essendo ancora quasi del tutto puro ospita anche tartarughe marine e delfini nel mare limpido. Si possono ammirare anche il gabbiano reale, l’airone rosso, la garzetta, il falco e molti altri volatili.

Qui si può anche ammirare il faro di Punta Penna di ben 70 metri di altezza costruito nel 1906 e ricostruito nel 1948 dopo la seconda guerra mondiale. E’ il secondo in altezza in Italia dopo quello della Lanterna di Genova che è di 76 metri. Alla base vi sono gli alloggi dei responsabili del faro. Alla sommità si arriva dopo aver risalito una scala a chiocciola di ben 307 scalini, giunti in alto si gode di una bellissima vista della costa.

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Vicino al faro di Punta Penna vi è una piccola chiesa del quattrocento costruita nel 1887 e dedicata a Santa Maria di Penna.

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