La tre cime delle Tofane, gemme montuose sullo sfondo di Cortina d’Ampezzo

Foto di kordula vahle da Pixabay

Protagoniste del panorama montuoso della conca di Cortina d’Ampezzo le Tofane raccontano epiche storie d’alpinismo scolpite nelle loro pareti a strapiombo.

“Dio per la creazione del mondo impiegò 6 giorni, a Cortina d’Ampezzo e alle sue fantastiche Dolomiti avrà dedicato non più di qualche minuto, un colpo di genio e nulla più”. Cosi scriveva Rolly Marchi, uno dei più assidui frequentatori della Perla delle Dolomiti, defini il magnifico panorama delle Dolomiti dalla conca di Corti d’Ampezzo. Nulla manca la paesaggio, dal verde dei pascoli e dei prati, fino ai boschi centenari e alla grandiosità della croda; con in più il colpo di genio, l’ampiezza, la serenità, la luce.

Le pareti le più alte, come la Sud della Tofana di Rozes, non chiudono mai la visuale, non minacciano, ma fanno parte di un’armoniosa coreografia. E’ questo il paesaggio che ha fatto di Cortino d’Ampezzo una meta di villeggiatura già ai tempi dell’impero austroungarico, quando qui si parlava l’antico dialetto di Cortina ma si ragionava in tedesco, i cognomi dei clienti dei grandi alberghi come lo Sella d’Oro o l’Aquila Nera spesso cominciavano con von e (è storia vera) sul libro degli ospiti, alla voce della “professione”, qualcuno scriveva Koning, re.

Le Tofane, le tre cime sulla conca di Cortina D’Ampezzo

La tre cime delle Tofane, gemme montuose sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo

Pezzo forte della coreografia sono le Tofane. Perchè sono tre sono imponenti, sono perfette nelle loro complesse architetture. Tanto complesse che ammirarle tutte insieme lo sguardo si spaura. Bisogna andare in alto e un pò distanti: al Faloria per esempio, o al Passo Tre Croci. Da lassù compare isolata l’estremità occidentale del gruppo, La Tofana de Rozes (3.225 metri); un vallone che sprofonda alla Forcella Fontananegra la separa dalla Tofana di mezzo la maggiore (3.244 metri) più a est, una breve cresta si abbassa alla Forcella delle Tofane e risale la Tofana di Dentro (3.238 metri).

Restando in basso, dalla strada 48 per il Falzarego si ha una visione spettacolare della pareta della Tofana di Rozes, con i suoi alti pilastri finoa 800 metri, e della muraglia della Tofana di Mezzo preceduta dalla piramide rocciosa di Punta Anna, mentre per ammirare la Tofana di Dentro bisogna dirigersi alla strada statale 51, da dove si nota la cresta orientale che scende verso la Val Travenanzes.

Le cime delle Tofane hanno fatto la storia dell’alpinismo in Italia e nel mondo

La tre cime delle Tofane, gemme montuose sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo

Le Tofane hanno fatto la fortuna turistica di Cortina d’Ampezzo proprio grazie a quei numerini applicati alle loro vette, che superano tutte la magica quota dei tremila. Quando Paul Grohmann, fondatore del Club Alpino Austriaco e “inventore” dell’alpinismo dolomitico, venne a Cortina nell’agosto del 1863, si rivolse al cacciatore di camosci più esperto, Francesco Lacardelli (che aveva superato ampiamente i sessantanni) per contrattare la prima salita delle Tofane, e quello gli chiese quale delle tre volesse salire:” la più alta!” fu la risposta.

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Così quell’anno Grohmann conquisto la Tofana di Mezzo. L’anno seguente, sempre con Lacerdelli e altre due guide italiane, Angelo Dimai e Santo Siorpaes, fu la volta della Tofana di Rozes e nel 1865, con il solo Dimai, Grohmann completò il trittico. Fin dal tempo delle prime esplorazioni, il gruppo è sempre stato al centro della storia e dell’evoluzione dell’alpinismo. Soprattutto la Sud della Tofana di Rozes ha attirato lo sguardo dei conquistatori, che non sempre erano rudi montanari.. Anzi, la via classica sulla parete sud, aperta nel 1901, porta la firma di due baronesse ungheresi, Ilona e Rolanda Eotvos, con tre guide di Cortina d’Ampezzo capeggiate da Antonio Dimai: il loro viaggio nell’ignoto dell’afiteatro centrale, lungo 1200 metri, che sfiora il V grado (difficoltà massima dell’epoca), rimane un capolavoro. Il VI grado arrivo poi grazie agli Scoiattoli di Cortina, glorioso club alpinistico nato nel 1939: il nome più famoso è quello di Angelo Dibona, cui Cortina ha dedicato un monumento ai piedi del campanile.

Celebre in tutte le Alpi (a lui è dedicata una Anguille nel Delfinato), Dibona fece le sue migliori imprese sulle Dolomiti di casa, tra cui la Sudovest della Tofana di Rozes nel 1934. E la storia continua oggi con le vie di arrampicata sportiva, come quella tracciata nel 2003 sul Castelletto e intitolata alla grande Guerra. Anche se non si è alpinisti, basta alzare gli occhi alle pareti, individuare magari qualche arrampicatore, e sognare.

Dalle scalate della Grande Guerra, alle funivie moderne

La tre cime delle Tofane, gemme montuose sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo

La Grande Guerra, proprio al torrione del Castelletto, segno le Tofane più degli alpinisti. Tra il 1915 e il 1917 austriaci e italiani si guardavano (e si sparavano) fa una cengia a un’altra, da una cima alla forcella sottostante e viceversa. Molti gli episodi che hanno creato la leggenda delle Tofane: la morte controversa (fuoco amico!) di Antonio Cantore, primo generale vittima del conflitto; o l’incredibile scalata sulla Tofana di Rozes di Joseph Gaspard e del conte di Vallepiana(Narrata nel bel romanzo di Enrico Carmanni La guerra di Joseph); è l’episodio più importante, la mina di 35 tonnellate piazzata in fondo a una galleria di 400 metri e fatta brillare sotto le postazioni austriache del Castelletto.

Gallerie e postazioni dei due eserviti sono diventate oggi la meta più ambita degli escursionisti. Frequentata è la discesa del Piccolo Lagacuoi (2.778 metri) che percorrevano la galleria itlaina luna 1 km recuperata degli Alpini vent’anni fa, un pò più difficile la visita della grotta austriaca del Castelletto, raggiungibile per una via ferrata. Sono state proprio le ferrate, costruite dagli anni Sessanta del ‘900, spesso sfruttando i percorsi della guerra, a rendere le Tofane definitivamente popolari. La Lipella che sale alla cima della Tofana di Rozes, la Olivieri e la Aglio che portano dalla Punta Anna alla vetta della Tofano di Mezzo, sono tra le avventure più belle e romantiche delle Dolomiti, accesibili a escursionisti esperti e allenati (che sono molti, a giudicare dagli affollamenti estivi).

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Chi non e tra questi si deve “accontentare” della funivia: La Freccia nel Cielo sogno modernista concepito di dalle Olimpiadi invernali di Cortina D’Ampezzo del 1956 e inaugurato nel 1971, consente a chiunque di godere del panorama più ampio che si possa immaginare: il Cristallo, l’Antelao, il Sorapiss, le Tre Cime, la Marmolada, tutti giganti dolomiti circondano come perle di una collana la cima principale delle Tofane. Come scriveva ancora Rolly Marchi, :”uno scenario supremo, monti decorativi, civili, barocchi, impertinenti, verticali, strapiombati, grigi, rossi, severi, metafisici”-.

Le escursioni che possiamo praticare sulle tre cime delle Tofane

Anella della Tofana di Rozes

Tempo di percorrenza: 4,30 ore

Dislivello: 960 metri

Difficoltà: media

Dal Rifugio Angelo Dibona (2.083 metri, parcheggio) ci si avvia verso la teleferica Rifugio Giussani. Poco prima di raggiungerla si imbocca il sentiero 442 (seguire le indicazioni per la Grotta di Tofana) che sale sotto al Sud della Tofana di Rozes. Sul sentiero 404 si scende alla Forcella Col di Bos (2.331 metri), dove si vedono ruderi della Grande Guerra ela vita spazia dalle Cime di Fanis al Monte Cavallo, alle pareti incombenti delle Tofane. Dalla Forcella ci si inoltra nella Val Travernanzes per il sentiero 404 e si svolta a destra seguendo le indicazioni per la Scala del Minighel, difficile tratto ferrato che si può evitare prendendo il sentiero (segnavia 403) che risale il circolo glaciale del Majanè e porta la rifugio Giussani, alla Forcella Fontananegra (2.561 metri). Dal rifugio il sentiero scende ripido fino alla strada militare, costruita durante la guerra, che riporta al Rifugio Dibona.

Dalle cinque torri alla Cima Averau

Tempo di percorrenza: 75 minuti

Dislivello: 410 metri

Difficoltà : facile

L’Averau è una delle cime più facilmente riconoscibili che sovrastano a sud il Passo Falzarego. Postazione militare durante la Grande Guerra(vi salì nel 1916 anche Vittorio Emanuele II, per “ammirare” dal vivo lo scoppio della mina del Castelletto), è un balcone ineguagliabile sulle tre Tofane. Dalla Baita Bai de Dones (sulla Statale 48) si sale la seggiovia Cinque Torri (Prezzi: a/r 17.50 €) fino alla stazione a monte della seggiovia, dove si trova Il Rifugio Cinque Torri(2.137 metri). Da qui in 20 minuti lungo il sentiero 439 si arriva al Rifugio Scoiattoli (2,255 metri) w poi si attraversa verso il Rifugio Avenau (2.413 metri), da cui si vede lo spettacolo della Sud della Tofana di Rozes e dei giganti delle Dolomiti, dal Civetta alla Marmolada. I camminatori esperti possono sali in mezz’ora la brevissima ferrata che port alla cima dell’Avenau (2.647 metri, consigliabile il set da ferrata).

TRAVERSATA DELLA VAL TRAVERNANZES

Tempo di percorrenza : 6 ore

Dislivello: 400 metri in salita, 1.60 metri in discesa

Difficoltà: facile

La passeggiata è lunghissima (17 km) ma in gran parte in discesa: si percorre il vallone selvaggio che contorna a ovest il Gruppo delle Tofane, separandolo dalle Cime di Fanis e del Monte Cavallo. Sulla strada per il Passo Falzarego, al Pian di Menis, presso il Bar Ra Nona (1.985 metri). Da qui si sale all’incrocio col il sentiero 401 che porta alla Forcella Col dei Bos(2.3321 metri). Da qui si sale in discesa verso il Cason di Travernanzes (1.985 metri). Lungo il Rio Travernanzes si giunge al ponte di Cadoris, alto su una forra, e alla carrabile della Val di Fanes. Seguendola verso destra si raggiunge, a Fiames (1.314 metri), il Centro Visite del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo, sulla Statale 51, a nord di Cortina. SI rientra in linea urbana 1.

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Dove dormire nella conca di Cortina d’Ampezzo

La tre cime delle Tofane, gemme montuose sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo
Foto di gavia26210 da Pixabay

La locanda del Cantoniere Ciassa Vervei (Cortina d’Ampezzo)

Sulla statale per Falzarego, a 8 km dal centro, una casa cantoniera è diventata grazie alle Regole di Cortina, un piccolo hotel di design. Vista sulla Cinque Torri e sulle Tofane, cucina tipicamente locale. Cortina d’Ampezzo (BL) locandadelcantoniere.it. Prezzo da 90 € con colazione (Ad Agosto minimo 3 notti)

Villa Alpina

In una villa dell’800 a Cortina un confortevole hotel con stanze in vecchio larice di stile moderno, alcune con cucina e living. Aperto da fine giugno inizio luglio. Cortina d’Ampezzo (BL) Via Roma 72 villaalpina.it. Prezzi da 120 € con colazione (luglio e agosto minimo 2 notti)

Villa Argentina

In posizione panoramica sulla strada del Falzanego, questa storica locanda è diventata un family hotel ideale per bambini. Stanze rinnovate, alcune con Spa e due ristoranti. Cortina d’Ampezzo (BL). Località Pocol Hotelargentinacortina.it. Prezzi da 90 € con colazione.

Dove Mangiare a Cortina d’Ampezzo

Locanda Ospitale | Le alpi rivisitate

Per la strada per Dobbiaco, un massiccio edificio, erede di un spizio duecentesco, in una delle locande più antiche delle Alpi. Il menù, sapori di montagna in veste moderna dallo sformato di porcini in pasta filo al raviolo di agnello, con crema di Montasio. Cortina d’Ampezzo (BL) Località Ospitale Tel 0436 2397; ristoranteospitale.com Prezzo medio 50 €

Baita Fraina | Regionale Creativo

Nel verde, con vista sulle Tofane una casa tradizionale con dehors propone piatti coma la spuma di stoccafisso con polenta in tre consistenze e il salmerino al timo. Grande carta di vini. Ci sono anche sei camere baitfraina.it

Jägerhaus Agriturismo | Tra i prati

Nella conca di Cortina d’Ampezzo, con magnifica vista sul Cristallo, è un bio-agriturismo con alcune stanze. Cucina regionale rivisita a base di prodotti propri: gnocchi di castagna e ricotta al ragù di anatra, casunzei alla rapa rossa. agriturismoJägerhaus.it Prezzo medio 45 €

Cosa Fare a Cortina d’Ampezzo: visite culturali, acquisti golosi e un consorzio per ricosprire l’artigianato locale

I musei di Cortina d’Ampezzo

Cortina è ricca di musei. Si segnalano la raccolta paleontologica Rinaldo Zardini(Via Marango 1) Il Museo Etnografico Redole d’Ampezzo (località pontachiesa) e il Museo d’Arte Moderna Rimoldi (Corso Itali 69) con 800 opere del ‘900 italiano, da de Chirico a Morandi e Sironi. Info:museiregoli.it. Ingresso: cumulativo 10 €.

Nel tempio della gastronomia

Nel 1958 la famiglia Rezzadore (localita Maon 21 Tel: 0436 868353, alimentari) gestisce a Cortina uno dei più forniti negozi di alimentari delle Dolomiti, in primo piano lo speck, di produzione propria e dall’affumicatura leggere, e poi formaggi locali, pasta fresca (casunzei, canederli e Spaltze), pane tipico, grappe e vini regionali.

Tra Lavoro e Arte

Nella conca di Cortina d’Ampezzo è sempre stato fiorente l’artigianato, dalla delicata lavorazione della filigrana d’argento a tar-kashi(intarsio d’argento e legno) alle produzioni artistiche in legno, corno, vetro e ferro. A Cortina si può ammirare una bella esposizione presso Consorzio Artigianato Artistico Ampezzano (Corso Italia 87 Tel: 0436 858443)

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