Roma, la Città Eterna, è stata la tela perfetta per dipingere la storia struggente e coinvolgente di “C’è ancora domani”, l’opera prima della talentuosa Paola Cortellesi. Il film, un successo strepitoso al botteghino, ha catturato l’essenza della Capitale in un’epoca di cambiamenti e sfide, quella del secondo dopoguerra. Con un linguaggio visivo che omaggia il Neorealismo, ma con un tocco contemporaneo, la Cortellesi ci conduce in un viaggio emozionante attraverso le strade, i vicoli e i scorci di una Roma ferita ma resiliente.
La trama avvincente e il cast stellare
Al centro della narrazione troviamo Delia, interpretata magistralmente da Paola Cortellesi stessa. Delia è una moglie e una madre che lotta quotidianamente per sbarcare il lunario e mantenere unita la sua famiglia. Il marito Ivano (Valerio Mastandrea), un uomo rude e violento, non perde occasione per umiliarla e sottolineare il suo duro lavoro per portare a casa il poco denaro che guadagna. Hanno tre figli, tra cui Marcella (Romana Maggiora Vergano), fidanzata con Giulio (Francesco Centorame), un ragazzo di buona famiglia.
L’unico sollievo di Delia è l’amica del cuore Marisa (Emanuela Fanelli), con cui condivide momenti di leggerezza e confidenze intime. Quando Delia riceve una misteriosa lettera, la sua vita prende una svolta inaspettata. Questa lettera, insieme all’incontro con il suo vecchio amore Nino (Vinicio Marchioni), le darà il coraggio di immaginare un futuro migliore, non solo per se stessa.
Le location autentiche di “C’è ancora domani”
Una delle caratteristiche più affascinanti di “C’è ancora domani” è la scelta delle location, che ci permette di immergerci nella Roma del dopoguerra. La scenografa Paola Comencini ha ricreato gli interni dell’umile casa di Delia e della sua famiglia negli studi di Cinecittà, ispirandosi all’atmosfera del capolavoro di Luchino Visconti, “Bellissima”.
Gli esterni, invece, sono stati girati in luoghi autentici e suggestivi della Capitale. Il condominio dove vive Delia si trova a Testaccio, in via Bodoni 98, all’angolo con via Torricelli, a pochi passi dalla sponda sinistra del Tevere. Il cortile di questo edificio è diventato il palcoscenico delle scene di vita quotidiana della famiglia e degli altri abitanti del quartiere.
Il cuore pulsante di Testaccio

Testaccio, uno dei rioni più caratteristici di Roma, racchiuso tra il Tevere e via Marmorata, è stato la location principale del film. Qui, in piazza Testaccio, è stato ricostruito il mercato dove Marisa ha la sua bancarella di frutta e verdura. In via di Monte Testaccio, invece, si trova l’officina di Nino, il vecchio amore di Delia.
Un’altra location chiave è via Antonio Cecchi, dove si trova lo storico bar Giolitti, aperto dal 1914. Nel film, questo luogo diventa la gelateria della famiglia Moretti, dove Delia fa la fila per ricevere i beni di prima necessità, insieme ad altre donne del quartiere.
Monti, Torpignattara e Trastevere
Mentre Delia si destreggia tra i suoi mille lavori, la macchina da presa ci conduce in altri angoli di Roma. In via della Madonna dei Monti, nel cuore del rione Monti, si trova la casa della famiglia benestante del notaio. A Torpignattara, invece, si trova il negozio di ombrelli dove Delia lavora occasionalmente.
Per le scene flashback dell’innamoramento tra Delia e Ivano, la Cortellesi ha scelto i vicoli pittoreschi di Trastevere, dove si trova anche la Chiesa di Santa Maria in Cappella, location del loro matrimonio. La scena della scuola, dove Delia esprime il suo voto nel finale, è stata girata nell’ex ospedale Carlo Forlanini, nel quartiere Monteverde.
Un viaggio emozionante attraverso la Roma del dopoguerra

“C’è ancora domani” non è solo un film, ma un vero e proprio viaggio emozionante attraverso la Roma del dopoguerra. Ogni location scelta da Cortellesi e dal suo team ci permette di immergerci in un’epoca di sfide e speranze, di povertà e resilienza. Dalle strade di Testaccio alle vie di Monti, dai vicoli di Trastevere alle periferie di Torpignattara, il film ci offre uno sguardo autentico su una città che lotta per risollevarsi dalle ferite della guerra.
Le ambientazioni Neorealiste e il linguaggio contemporaneo
Ciò che rende “C’è ancora domani” così speciale è la fusione tra l’estetica neorealista e un linguaggio cinematografico contemporaneo. Il bianco e nero della pellicola, le ambientazioni autentiche e la vita quotidiana dei personaggi ci ricordano i capolavori del Neorealismo italiano. Allo stesso tempo, Cortellesi riesce a infondere una freschezza e un’attualità nella narrazione, affrontando temi come il ruolo della donna nella società e la violenza domestica con una sensibilità moderna.
Un tributo alle donne coraggiose
Attraverso la storia di Delia, “C’è ancora domani” rende omaggio alle donne coraggiose che hanno costruito, ignare, il nostro Paese. Donne che hanno affrontato discriminazioni e violenze, ma che hanno trovato la forza di immaginare un futuro migliore. La Cortellesi ci ricorda che dietro ogni donna “qualunque” si celano imprese straordinarie e una resilienza senza pari.
Un’esperienza cinematografica indimenticabile
“C’è ancora domani” è un’esperienza cinematografica indimenticabile che ci trasporta in un’epoca passata, ma ci parla dell’oggi e del domani. Attraverso le location autentiche di Roma, il film ci regala uno sguardo unico sulla vita quotidiana del dopoguerra, con le sue sfide e le sue speranze. Allo stesso tempo, ci ricorda l’importanza di lottare per un futuro migliore, di non arrendersi di fronte alle avversità e di celebrare la forza e il coraggio delle donne che hanno reso possibile il nostro presente.
Un omaggio alla bellezza di Roma e alle sue storie

In “C’è ancora domani” è un omaggio alla bellezza di Roma e alle storie delle persone che l’hanno resa unica. Attraverso le location scelte con cura, il film ci immerge in un’atmosfera autentica e ci permette di vivere le emozioni di un’epoca cruciale per la Città Eterna. Dalle strade di Testaccio ai vicoli di Trastevere, dalle periferie di Torpignattara alle vie di Monti, ogni angolo di Roma diventa un personaggio a sé stante, raccontando una storia di resilienza e speranza.
Le location principali del film”C’è ancora domani”
Per coloro che desiderano intraprendere un vero e proprio tour sulle orme di “C’è ancora domani”, ecco un riepilogo delle location principali utilizzate nel film:
- Condominio di via Bodoni 98, Testaccio (esterni dell’appartamento di Delia);
- Piazza Testaccio (mercato dove lavora Marisa);
- Via di Monte Testaccio (officina di Nino);
- Via Antonio Cecchi (forno, macelleria e alimentari);
- Via Amerigo Vespucci 35 (bar Giolitti, che nel film è la gelateria Moretti);
- Via della Madonna dei Monti, rione Monti (casa della famiglia del notaio);
- Torpignattara (negozio di ombrelli);
- Vicoli di Trastevere (scene dell’innamoramento di Delia e Ivano);
- Chiesa di Santa Maria in Cappella, Trastevere (location del matrimonio);
- Ex ospedale Carlo Forlanini, Monteverde (scena della scuola).
Che tu sia un appassionato di cinema o semplicemente un amante di Roma, “C’è ancora domani” ti offre l’opportunità di esplorare la Città Eterna attraverso gli occhi di Delia e della sua famiglia. Un’esperienza unica e indimenticabile che ti lascerà con il desiderio di scoprire sempre di più le storie e i segreti nascosti nelle vie di questa meravigliosa città.






