Naxos l’isola Giardino delle Cicladi

Tourism Italia Redazione

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Naxos, La più Grande delle Cicladi, è l’isola dove secondo il mito nacque Dioniso. Qui la natura è dolce, i litorali ampi e sabbiosi. All’interno dell’isola si coltivano Ulivi, vite e alberi da frutto

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Ha spiagge chilometriche di fine sabbia dorata e morbide vallate coltivate a vite, ulivo e alberi da futto, all’ombra del Monte Zeus (o Zas) la cima più alta delle Cicladi (1.0003 metri).
Un porto animato e piacevolemente turistico, ricco di caffè e locali, calmi paesini rurali. Naxos l’isola più estesa e più fertile dell’arcipelago delle Cicladi, ha qualcosa per tutti. Per chi arriva cia mare in alternativa c’è un piccolo aereoporto con voli quitidiani da Atene, a dare il benvenuto a Naxos città e la Portara, l’imponente rovina classica che svetta solitaria su un isoletta collegata all’isolsa di Naxos.

Musei e artigianato della tradizione a Naxos il fertile giardino delle Cicladi

Naxos l'isola Giardino delle Cicladi
Foto di Thomas Gerlach da Pixabay

Il capoluogo che gli indigeni dell’isola chiamano semplicemente Chora, è un tipico borgo bianco classico che si stringe al suo Kastro, l’antico quartiere del castello. VI si nascondono, schivi, tra i suoi tesori, che rimandano dai duchi di Nassom vassalli di Venezia , che da qui regnarono una gran parte delle Cicladi per oltre 3 secoli – dal 1217 al 1566 -prima di cedere il passo agli Ottomanni.

Le mura del Kastro son in parte inglobate negli edifici, ma rimangono alcune torri, un tempo anche gli archi di ingresso All’interno accanto ai duchi, un tempo abitavano le famiglie nobili cattoliche, oggi sulle facciate dei palazzi rimangono i loro stemmi araldici, scolpiti nel marmo bianco locale celebre sin dall’antichità greca ellenistica. L’imponente torre Glezos, ospita il Museo Bisantino con reperti scultorei dell VII e del Xii secolo etabelloni didattici sui principali monumenti bisantini a Naxos e nella altre isole Cicladi. Nella piazza principale si trova la piccola Cattedrale cattolia, dalla severa facciata in marmo: l’interno è intimo e solenne e sull’altare principale splende una rara icona bifronte, che aha un lato l’immasine della Maria Vergine e sall’altra San Giovanni Battista.

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A pochi metri, nella vecchia scuola dei Gesuiti è stato ricavato il Museo Archeologico che ha un allestimento datato ma custodisce preziosi reperti, fra cui spicca la bella collezione delle suggestive strutette di marmo del primo periodo Cicladico (IV-III millennio A.C.) – i faomosi idoli delle forme ireaticamente stilizzate, quasi dei Modigliani ante litteram- oltre una serie di vasi tipico del mondo miceneo e del perioda geometrico (IX-VII sec A.C.)

Poi uscendo dalla porta Trani si scende nel Bourgos, il rione dove al tempo dei nobili viveva la popolazione ortodossa, che conserva le sue vecchie vase e i cortili ombreggiati dall buganvillee. E dalì si sbuca al mare, di fronte allo stretto ponte che conduce all’isoletta di Palatia, su cui sorge la Portara, l’imponente portale in mamrmo del Tempio di Apollo, voluto dal tiranno locale LYgdamis (VI secolo a.C.) e mai terminato.

Vale la pena di andrci nel tardo pomeriggio, per ammirare il tramondo, quando il sole si trova al centro della porta.

Un altro quartiere caratteristico è la Plaia Agora, L’antico rione del mercato, stretto tra il Kastro e il lungomare, che pare un dedalo bianco medioorientale. La sua stretta via principale è un susseguirsi di negosiettie boutique, ma basta imboccare un passaggio laterale per trovare cortili abitati ed entrare, da spettatori curiosi, nella vita quitidiana degli abitanti, fra panni distesi al sole e bambini che giocano. Chiedendo ai passanti (non ci sono numeri civici) si scova O Fournos tou Veloni, l’ultimo forno tradizionale rimasto . Per comprarele specialità tipiche invece, si va nella zona moderna, sulla centrale via Papavasiliou: il negozio Tyrokomia Navou vende i rinomati formaggi locali, come la Graviera, una caiotta semistagionata di latte di mucca, mentre >Tzibiais è una caratteristica drogheria di una volta, con olive , erbe e frutta secca in bella vista e il bancone in legno ricoperte di bottiglie di vino, vasi di miele e conserve.

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L’interno dell’isola di Naxos tra villaggi e fattorie e alberi di ulivo e viti

Naxos l'isola Giardino delle Cicladi
Foto di Eleftheria Lion da Pixabay

I prodotti arrivano dalle fattorie dell’entroterra : Naxos è ancora , orgogliosamente, un’isola che vive anche di agricoltura e proprio questa parziale indipendenza dal turismo la rende piacevolemente autentica. L’interno è anche punteggiato da antichi borghi rurali, Tutti hanno la loro Plateia, la piazza principale, dove una presenza costante sono le taverne e i kaferneia, i tipici caffè tradizionali: la più caratteristica e a Filoti, con un platno centenario.

Un elegante salotto in pietra è il centro di Apeiranthos, con facciate e strade lastricate dal marmo bianchissimo per cui Naxos era famosa già nell’antichità. A concederlgi il titolo di villaggio più ello è Koronos, allunfato ad anfiteatro in cima a una valle foderata di vigneti; nei dintorni, una stradina porta all’isolata baia di Lionas, con una bella baia isolata di ciottoli. Con le sue antiche case-torri conserva un’area nobile Chalki, con la Chiesa della Pangia Protothroni (pitture dell’XI e XII secolo)e la Disitlleria Vallindras, nella piazza principale, dove si può assaggiare, un liquore di foglie di cedro tipiche ilKitron. Kungo la strada che collega Chalki a Moni merita la visita la preziosa Chiesa della Panagia Drosiani, paleocristian, con affreschi del VI e VII secolo.

Spiagge di sabbia dorate di ciottoli a Naxos ce ne per tutti i gusti

Naxos l'isola Giardino delle Cicladi
Foto di Minke Wink da Pixabay

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Last but non least, le spiagge, che sono il motivo principale per cui i turisti ogni estate sbarcano a Naxos. Lungo i 150 km di litorale se ne contatno a decine, ma le più belle sono concetrate sulla costa ovest, a sud del capoluogo di Agios Georgios, la spiaggia cittadina di Chora , fino ad Agiassos, 30 m diù a sud; è un’infilata di lidi di sabboa fine e dorata, alcuni raggiungibili anche con gli autobus che partono da Chora.

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Agios Prokopios si allunga scenograficamente in posizione protetta dal vento, vicino a un rpomontorio roccioso, e ha acque limpide e tranquille. Il mare cristallino anche nella vicina spiaggia diAgia Anna, alle cui spalle si è sviluppato un piccolo polo balneare con alberghi, appartamenti, teverne e caffè Proseguendo si arriva a Maragas-Plaka, un litorale sabbioso che si estende per chilometri, alternando lidi e tratti non attrezzati, con una strada sterrata che corre alle spalle, QUi a inizio stagione la spiaggia è ancora semi deserta, con i gigli selvatici che fioriscono sulle piccole dune che costeggiano il mare.

E alla Taverna del Paradiso si mangia con i piedi nella sabboa, all’ombra delle tamerici. Oltre il ventoso capo di Mikri Vigla, ritrovo delezione di chi pratica il kitesurf, i lidi doo semideserti anche in piena estate: spicca la remota spiaggia soprannominata Hawai, in località Aliko . Con un veicolo e tempo a disposizione, vale la pena di spingersi sugli altri versanti. Nel Nordest, a 40 km da Chora si trova il tranquillo porticcilo di Apollomas, con una bella spiaggia di ciottoli; sulla collina che sovrasta a Mili, giace un kouros un enorme (10 metri) statua di pietraincmpiuta del VI secolo a.C. forse APollo o Dionisio. Sulla rocciosa e deserta costa occidentale si apre inveceil porticciolo di Panormos, un’angolo di Egeo D’antan.

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