Le due porte dell’Egeo: Monemvasia ed Elafonisos

Tourism Italia Redazione

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Sulla costa est del “terzo dito” del Peloponneso c’è Monemvasia Isola fortificata. Su quella ovest Elafonisos, con spiagge mozzafiato tranquille anche d’estate.

La storia affascina e la natura da spettacolo del “dito” più orientale del Peloponneso, che si sporge nel Mediterraneo separando lo Ionio dal Mar del Mirtoo. A poca distanza dalla terraferma si trovano due isole diverse, ma proprio per questo complemtentari.

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Monemvasia, un’isola poco “isolata”

Le due porte dell'Egeo: Monemvasia ed Elafonisos
Foto di manos21 da Pixabay

Collegato con un viadototto al versante orientale della penisola è la Monemvasia medievale (l’abotato moderno si sviluppa sulla terraferma), un enorme roccia staccatasi nel IV secolo d.C. dalla costa a seguito di un terremoto.Imboccando l’unica strada che la costeggia, all’inizo da l’impressione di essere deserta, ma basta “svoltare l’angolo” perchè la vista si apra nel borgo medievale che si arrampica sulla montagna, chiuso da imponenti fortificazioni che scendono fino al mare.

E’ un Kastro con un’unicaentrata: il suo nome, infatti deriva da moni emvasis che sigifica ingresso unico. Una cittadella fatta di pietra e di luce, risorto più volte dalle ceneri nel corso della sua stoia: per la sua posizione strategica nei secoliè stata contesa fra Bizantini, Veneziani e Ottomani; dal suo porto partivano le navi cariche di vino Malvasia un vino dolce molto apprezzato dalle corti reali eruropee.

Ogni passeggiata tra i suoi vicoli (si ci sposta solo a apiedi) è come perdersi nel passato e nel tempo. Cicino al mare si allunga la città bassa(Katò Polis) che un tempo ospitava la via dei commerci. Dopo la seconda guerra mondiale è stata quasi totalmente abbandonata, è ritornata a vivere dopo gli anni settanta grazie ad alcuni privati che hanno iniziato a ristrutturare alcune case, con i loro muri di pietra rosata e itetti con tegole in argilla.

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Sulla stretta via principale si affacciano le botteghe , insieme ai negozi di souvenir e agli ingressi di caffè e tavernee. La sorpresa è ai piani superiorir, cone le terrazze in mezzo ai tetti , da cui si ammira il mare: quella dell’EnetikoCaffè pare una nave a vela di pietra da cui si ammir ail profondo mare blu all’orizzonte.

La strada sbocca alla via principale, con al centro, un cannone ottomano, dove svetta la torre della Chiesa del Cristo Elfomenos (in catene), ritratto in un icono del settecento conservata all’interno. Ma il suo tesoro più importante è un’icona del Crocifisso della seconda metà del Trecento, una delle dell’arte graca del periodo dei Peleologi, il “Rinascimento ” dell’epoca bizantina.

Prendendo per le strade laterali – un intreccio di gradoni, archi in pietra e minuscoli cortili dove regna un silenzio incantato – si sbuca alla soleggiata Plateia Chrysafitissa, un grande spiazzo affacciato sulle mura a mare: da cui una scaltta nella roccia scende nel mare , l’antico accesso all’acqua.

Dalla citta bassa una strada di pietra a gradoni sale a zig zag fino alla cima del monte e porta alle rovine della città alta (Ano Polis), l’antica acropoli, dove in epoca bizantina vivevano i nobili: su un dirupo a picco sulle onde svetta la Chiesa di Agia Sofia, del XII secolo, con all’interno affreschi restaurati che erano stati coperti nel periodo ottomano, qunado l’edificio fuu trasformato in una moschea, Per fare il bagno non serve uscire dalle mura: nasta scendere al Portello. Chi preferisce una vera e propria spiaggia deve spostarsi di fronte al vicino Peloponneso: le più vicine sono quelle di Kakavos e di Kourkoula, di ciottoli, e uqella di Pori, di sabbia, in una baia di 3 chilometri più a nord, con un pò di taverne per mangiare all’ombra. Ancora più a nord, in una baia profonda come un fiordo di allunga l’antico borgo marinaro di Gerakas.

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Le piagge più belle di Elafonisos

Le due porte dell'Egeo: Monemvasia ed Elafonisos
Foto di markosspyromilios da Pixabay

In giorntata si può anche fare una visita dall parte opposta (a ovest) del terzo dito del Peloponneso, fino all’isoletta di Elafonisos (19 chilometri quadrati). Se si ama al vita balnerare, merita un soggiorno più lungo: l’isola, infatti, custodisce una fra le spiagge più spettacolari del Mediterraneo. quella si Simos, una doppia mezzaluna contapposta si sabbia dorata e chiarissima, bordata di piccole dune su cui fioriscono candidi gigli di mare di mare e si arrampicano tenaci le radici dei ginepri e dei cedri marini.

I due arenili, separati da un promontaoiro di macchia mediterranea, degradano dolcemente verso il mare di un azzurro abboagliante. Su entrambi, neo mesi estivi vengono aperti diversi stabilmenti estivi, ma rimangono lunghi tratti si spiaggia libera, dove potersi rilassare senza troppa folla.

Chi si stancasse di Simos può fare il bagno nella vicina baia di Lefki riparata dal vento, con le rocce che si allungano in un meare color smeraldo. Oppure sui versante oest, scegliere la spiaggia della Panagia Ta Nisia che prende il nome dalla chiesetta che la domina, con piccole dune di sabbia e fonsali ricchi di praterie di posidonai. Nella baia affiorano quattro isolette, dietro cui tramonta il sole. E’ un’altra spiaggetta di sabbia fine,Kontogoni si trova accanto all’unico paese dell’isola, un tradizionale borgo di pescatori con una minuscola chiesa a pelo d’acqua e un’infilata di taverne sul lungomare.

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