Enogastronomia della Lessinia:

Enogastronomia della Lessinia: i piatti più apprezzati Le cose che ci ricordano una vacanza sono, senza dubbio, i posti, le persone, le esperienze… e sicuramente le cose che mangiamo in quella precisa vacanza.

Siamo qui per raccogliere i piatti più apprezzati per dare indicazioni a tutti quelli che vogliono passare una bella esperienza enogastronomica . Cominciamo quindi con l’elencare quelli che sono i prodotti da assaggiare assolutamente magari mentre si percorrono uno dei tantissimi percorsi della Lessinia!



I vini tipici



Parlando di enogastronomia non possiamo che cominciare con i vini, siamo nel veneto, e sul vino non si scherza mai!

Nella provincia di Verona ci sono importanti zone dedite alla produzione di vino. Infatti, proprio qui, si tiene ogni anno un importante fiera a livello internazionale, il Vinitaly. Sono molti i vini prodotti in questa zona, abbiamo 5 DOCG (ovvero Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e ben 14 DOC (Denominazione di origine controllata) regionali. I vini veneti sono conosciuti in tutto il mondo, la qualità è assicurata. Vicino al lago di Garda vengono prodotti molti vini. Possiamo trovare il Garda DOC bianco e rosso, il Lugana, il Bardolino DOCG che ha preso la denominazione nel 2001. Troviamo, poi, il Custoza il quale ha molte varianti: superiore, passito e spumante.

La Bacheca di Custoza è una cantina che ha deciso di produrre solo vini BIO e di prestare attenzione al territorio. Il vino più conosciuto è senza dubbio l’Amarone della Valpolicella, il primo vino che ha ricevuto la DOCG. Questo vino è molto particolare, infatti vengono presi solamente i lati dell’uva, le recie, sono la parte dell’uva più esposta al sole, quindi più mature e con più zucchero all’interno. Difatti, durante la fermentazione, lo zucchero presente si trasforma in alcool donando a questo vino una gradazione mai inferiore al 14%. Un altro vino molto importante è il Valpolicella Ripasso. Viene prodotto con l’uva dell’’Amarone della Valpolicella, ed è un vino più morbido, di maggiore bevibilità. Ora ci spostiamo sulle colline ad est di Verona.

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Qui troviamo il DOC Soave. Questo è il vino bianco più imbottigliato d’Italia, così come il Valpolicella. Troviamo, inoltre, due DOCG molto noti: il Soave Superiore, prodotto con gli stessi vitigni (ma con gradazione alcolica maggiore), ed il Recioto, vino bianco passito dolce. Come in tutti i settori, la contraffazione è un problema che affligge il veneto. Dovrete fare molta attenzione ai vini che vi serviranno!



I Piatti tipici veronesi



Sappiamo che Verona affonda le sue radici nel passato. I suoi piatti tipici sono antichi, ma molto buoni. Il piatto principale è sicuramente il “pastissada de caval”. Questo è un secondo di carne di cavallo abbinato molte volte alla polenta. Come tutti i piatti tipici, questo è un piatto del popolo, non è un piatto nato nella ricchezza veneta.

Si narra, che ai tempi delle guerre, i soldati dovevano essere sfamati. Si pensò di far macere la carne dei cavalli morti in battaglia e di cuocerla, per poi darla ai soldati. Oggi la ricetta è un po’ diversa, la cottura è lenta, viene aggiunta la cipolla e del vino rosso. Un altro importante piatto è la “pearà”.

E’ una salsa di pane che va ad accompagnare della carne lessa. Viene preparata con il midollo dell’osso e con del brodo, vengono aggiunti in maniera abbondante pepe nero e grana. La si fa bollire per molte ore e va servita ben calda. La possiamo trovare in tutte le tavole venete ogni domenica. Troviamo ora un primo piatto gli ‘gnochi sbatùi’, i quali vengono sempre accompagnati da un piatto di polenta con funghi o formaggi. Possiamo assaggiare castagne, tartufi, noci, ciliegie, fragole tutti di produzione locale. Abbiamo anche miele, erbe aromatiche, formaggi e latticini tutti di produzione veneta. Infine non possiamo dimenticare le birre venete. La birra Centenario è una bionda schiumosa, con un forte sapore di luppolo.

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La birra Dolomiti, che viene prodotta con solo orzo locale. Troviamo, poi, una birra molto particolare, la birra al radicchio di Chioggia. Il radicchio di Chioggia viene unito al luppolo come facevano i monaci Benedettini.



I Dolci tipici veronesi



Abbiamo visto vini, birre e piatti tipici veronesi, non possiamo non concludere il nostro viaggio con i dolci. Troviamo in prima posizione il Pandoro. Non ha bisogno di una presentazione, il Pandoro è presente ogni Natale sulla tavola di ogni italiano.

Nella Lessinia viene presentata un versione alternativa del Pandoro, ovvero ricoperto di cioccolato. Pandoro significa letteralmente “Pane d’Oro“, infatti si pensa che il suo creatore, il veneto Domenico Melegatti, lo chiamò così per ricordare gli antichi pani d’oro della Repubblica di Venezia. Il nadalin, questo dolce è ancora più vecchio del Pandoro, infatti viene considerato il suo antenato. E’ un dolce molto famoso ed utilizzato nel periodo natalizio.

E’ preparato con lo stesso impasto del Pandoro, ma la forma è ben diversa. E’ molto più largo e molto più basso. Viene ricoperto con mandorle e con una spolverata di zucchero a velo. Si dice che la sua forma a stella sia un omaggio alla stella che passò sulla capanna di Gesù, questo dolce venne preparato per la prima volta dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona. Un altro tipico dolce sono le “fritole”. Sono delle frittelle che vengono preparate con l’utilizzio di diversi ingredienti, come le mele, la zucca, il riso o le patate.

Vengono farcite con altrettanti ingredienti: cioccolato, uvetta passa e crema. Un altro tipico dolce veronese che è entrato nella traduzione culinaria di tutta Italia è la Colomba. Questo è un dolce molto morbido, lievitato e ricoperto di mandorle del posto. Lo troviamo sulla tavola di qualsiasi italiano ogni pasqua. Questo dolce pasquale è la variante della focaccia (questo termine si usava per indicare un dolce) con la forma di un colomba, sempre a riprendere la religione cristiana, ovvero la colomba bianca di Noè. Infine abbiamo la Torta di Verona o la Torta Russa.

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E’ nata nella seconda metà del secolo scorso, e prende il suo nome per la sua forma che ricorda un colbacco, un copricapo caratteristico dei popoli dell’est. Altri dicono derivi dal fatto che sia stata fatta per la prima volta da un pasticcere di Verona che lavorava sulle navi da crociera che erano destinate ai mari dell’est. Questo dolce è preparato con pasta soglia farcita, con dell’aggiunta di mandorle del posto e di amaretti di produzione locale. E’ un dolce davvero molto economico e molto semplice da realizzare, lo potrete trovare in ogni casa veneta.

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