La strada del vino e dell’ Olio Toscano un viaggio tra storia ed eccellenze enogastronomiche

chianti olio e vino dop

Sulla strada del vino e dell’olio toscano: un itinerario in 11 tappe tra Storia e gusto

Vino e olio: sono due ottimi prodotti della terra toscana che distinguono una delle aree più seducenti della Toscana, quella compresa tra le zone di Firenze e Siena, in 70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e, in parte, quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.

Per lo più composto da boschi di grandi querce, castagni e pini e costellato da cipressi, questo territorio ha altimetria che varia tra i 200 e gli 800 metri, dove l’altezza massima per la coltivati col prezioso vitigno da vino Chianti Classico è 700 metri s.l.m. Le condizioni metereologiche qui in inverno ha basse temperatura– al di sotto dei 4-5 gradi, – ed estati secche e torride ma grazie a queste particolari condizioni riescono a dare al vino e all’olio Chianti Classico la loro unicità.

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Chianti Classico, l’originale

Per intendere in profondità queste primizie si deve togliere eliminare il diguido idiomatico-geografico tra due diverse DOCG: Chianti Classico e Chianti. Spesso il termine “Classico” viene tralasciato riferendosi a un Chianti Classico, ma in realtà esso è fondamentale, perché distingue il vino Chianti Classico dal Chianti: due DOCG differenti tra loro, con un disciplinare, una zona di produzione e un Consorzio di tutela diversi.

All’inizio del novecento, quando la fama del vino Chianti si ampliava di anno in anno e la zona di coltivazione e produzione non soddisfava più le richieste del vino a livello nazionale e internazionale, si estese il territorio di produzione al di fuori della zona del Chianti, chiamandolo ugualmente “Chianti” o “vino prodotto all’uso del Chianti”.

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Così nel 1924, i vari produttori di vino fondarono il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine” per tutelarne la produzione. Il simbolo scelto fin da subito fu il Gallo Nero, autentico araldo dell’antica Lega Militare del Chianti, ritratto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari nella sua “Allegoria del Chianti” sula volta del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Nel 1932, tramite un esclusivo decreto ministeriale, fu annesso l’aggettivo “Classico” per differenziarlo dal Chianti prodotto nel territorio originario. Da allora il vino Chianti è quello prodotto al di fuori dell’area geografica chiamata “Chianti”, mentre il Chianti Classico è il vino prodotto nella zona di origine chiamata “Chianti”.

Oggi il Chianti Classico (vino e olio) si distingue dalle altre tipologie di vino perchè sulle bottiglie è presente il logo Gallo Nero , che rappresenta entrambe le denominazioni.

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Un vino di eccellenza assoluta

Il terroir del Chianti Classico è importante per la produzione prettamente di Sangiovese, vitigno eletto dal territorio anche perché vero interprete delle peculiarità di unicità della zona del Gallo Nero. Il vino Chianti Classico può essere prodotto con uve Sangiovese con un minimo di 80%, e un contributo massimo del 20% di altri vitigni a bacca rossa. Dal 1996 è possibile produrre vini a denominazione utilizzando uve Sangiovese in purezza, e dal 2006 il vino Chianti Classico può essere prodotto esclusivamente con uve a bacca rossa e non di altra origine o diversa bacca di vini quindi no bianca o altro..
In esclusiva, la Gran Selezione, sul mercato dal 2014, con caratteristiche organolettiche di eccellenza elevate ed uniche, è un prodotto da vigna singola o da selezione delle migliori uve aziendali con un invecchiamento minimo di 30 mesi, di cui 3 di affinamento in bottiglia. Il Chianti Classico Riserva ha invece un invecchiamento minimo di 24 mesi, di cui 3 di affinamento in bottiglia, e il Chianti Classico Annata un invecchiamento minimo di 12 mesi.

L’olio Chianti Classico, nettare della terra

L’olio Chianti Classico ha delle peculiarità uniche. Coltivato in un terroir non facile per la messa a dimora dell’ulivo, con inverni anche molto freddi ed estati torride, è spremuto solamente a freddo con olive non pienamente mature, particolarità che determina il suo intenso fruttato di oliva, erba fresca e carciofo, e una caratteristica nota piccante. L’olio DOP Chianti Classico è insomma molto più di un olio extra vergine: capace di completare, esaltare o avvolgere i sapori di qualsiasi pietanza, è un vero e proprio ingrediente, espressione liquida dei sapori e dei profumi di uno dei territori più famosi al mondo per l’olivicoltura. Questo immenso patrimonio umano, storico e geografico è oggi messo al servizio della Denominazione di Origine Protetta (DOP) Chianti Classico.
In questo territorio, dopo un anno di lavoro intorno ad un olivo tra lavorazione del terreno, potatura, concimazione e raccolta dei frutti, si riesce ad ottenere poco più di una bottiglia da 0,500 ml di prodotto a pianta, ma i produttori del Chianti Classico sono alla ricerca della qualità, non certo la quantità.

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Un magico itinerario attraverso 11 Comuni

Per conoscere a fondo il territorio del Chianti e capire l’importanza di queste terre e delle loro produzioni agricole è molto meglio visitarle di persona persona , seguendo un percorso enoturistico per riscoprire non solo il luoghi di produzione dell’olio e del vino ma anche la loro tradizione e storia secolare.
Si possono fare due percorsi da Firenze a Siena (o viceversa) per riscoprire i territori di produzioni di olio e vino.. Possiamo iniziare il nostro percorso San Casciano in Val di Pesa, nato nella prima metà del ‘300 come una fortezza inespugnabile, di importante valore bellico per la vicinanza con Firenze. Qui dal 1512 Niccolò Machiavelli, esiliato nella sua villa di Sant’Andrea in Percussina (L’Albergaccio), scrisse le sue opere più significative, tra cui Il Principe. Procedendo verso Mercatale Val di Pesa a sud, verso Panzano in Chianti, una piccola deviazione porta nel piccolo borgo di Montefioralle. L’origine del suo Castello risale al 931 circa come monastero fortificato, ma ci dicono le storie o le leggende che nel XVI secolo la famiglia del navigatore Amerigo Vespucci vi dimorasse in questo borgo. Oggi possiamo ancora scorgere sull’architrave del loro palazzo lo stemma e la “V” della famiglia Vespucci. Riprendendo la strada principale, si raggiunge e si supera il borgo di Panzano in Chianti, a sud del quale si apre la Conca d’Oro, un anfiteatro di vigne dove è nato il primo Biodistretto vitivinicolo d’Italia. L’inizio di una nuova tradizione, dato che oggi il territorio del Chianti Classico è al 52.5% biologico certificato.

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Continuando sulla strada principale verso Castellina in Chianti, da non perdere a San Donato in Poggio una visita alla chieda si campagna romanica, così come da visitare è la stessa Castellina in Chianti, un borgo medioevale fortificato con la sua splendida Via delle Volte, un suggestivo camminamento “coperto”. Da qui ormai Siena non è distante, e tra vigne e olivi si segue la strada, che porta a Vagliagli per percorrere l’ultimo tratto con la Torre del Mangia che veglia sopra Piazza del Campo all’orizzonte. Un’alternativa, partendo sempre da Firenze, a est, seguendo la SS222, ovvero la celebre Chiantigiana. Il primo paese che s’incontra è Greve in Chianti, all’incrocio fra le tre grandi vie di comunicazione – la Via Chiantigiana, la strada per raggiungere il Valdarno e quella per la Val di Pesa. A ragione considerata la capitale del Chianti fiorentino, completamente immersa nel suo territorio nonché uno dei suoi centri abitati più grandi ed importanti. A vegliare sulla piazza principale la statua di Giovanni da Verrazzano e l’immancabile Gallo Nero.

Salendo verso est, si arriva a Lamole: un piccolo borgo sulle pendici dei Monti del Chianti caratterizzato da terrazzamenti antichissimi, utilizzati per ovviare alla forte pendenza del suolo. Da Lamole una strada “bianca”, cioè sterrata, immersa nel bosco, porta a Radda in Chianti, spettacolare borgo medievale racchiuso da possenti mura difensive, situato sulla cima del colle che divide le valli di Arbia e Pesa. È qui che è stato fondato il Consorzio Chianti Classico nel 1924 (il primo d’Italia) da 33 produttori. Poco lontano, un antico convento ospita Casa Chianti Classico, primo passo ideale nella terra del Gallo Nero, dove il visitatore può imbattersi in un percorso sensoriale di approccio al vino Feeling Chianti Classico e godere dell’esposizione permanente Millesettecentosedici che riassume la storia di questa terra. Il viaggio verso sud prosegue verso Gaiole in Chianti, con i suoi castelli, segno di un’antica linea difensiva, borgo famoso non solo per l’olio e il vino ma anche per un appuntamento del mondo del cicloturismo vintage, L’Eroica, nata nel 1997. Seguendo il paesaggio che cambia, e le colline che diventano più dolci, si attraversa il territorio di Castelnuovo Berardenga, con le sue chiese che risalgono al 600, prima di arrivare a Siena.

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Dal prossimo anno i nomi degli 11 borghi – Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio, Vagliagli  – saranno presenti in etichetta sui vini Chianti Classico Gran Selezione.

La Chianti Classico Card, passe-partout sul mondo del Gallo Nero

Per godere a pieno di una vacanza enogastronomica in queste terre meravigliose, la cosa migliore è munirsi della Chianti Classico Card, un vero e proprio passe-partout che apre tutte le porte sul mondo del Gallo Nero: sono oltre 200, infatti, le esperienze proposte dalla carta, dalle degustazioni guidate in cantina ai picnic in vigna, dalle visite ai musei del territorio alla scoperta dei tesori architettonici e artistici nascosti tra le vigne del Chianti Classico. Senza dimenticare una sosta per godere della speciale offerta gastronomica locale.

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La Card funziona a punti, o meglio a “Galli Neri”. Al momento dell’acquisto, il turista può infatti scegliere tra diverse tipologie di Card e ognuna delle 214 esperienze proposte dalla card avrà un valore da 1 a 3 “Galli Neri”. Una volta acquistata, sul portale card.chianticlassico.com o sulla App “Chianti Classico Card”, l’utente dovrà attivarla inserendo nella App un codice specifico che gli verrà trasmesso via mail dopo l’acquisto online o che troverà sul retro della carta, e quindi dare inizio al suo viaggio, prenotando le sue esperienze preferite nel territorio del Gallo Nero. Per chi non ha un mezzo con cui raggiungere il territorio del Chianti Classico, il Consorzio ha anche stretto una partnership con TiMove, il car sharing green che porta i wine-lovers in tour su veicoli a impatto zero.

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